Stare accanto ai profughi
Avviato un vasto piano di aiuti per far fronte a questa nuova tragedia umanitaria.
Alimentare ogni esperienza che unisce e pregare perché - come hanno recentemente dichiarato anche i Vescovi del Pakistan “nei governanti la ragione prevalga sul sentimento di rivalsa”.
Questi gli obiettivi della Caritas Italiana che, pur confortata dai quotidiani appelli alla pace e al dialogo da parte del Papa, moltiplica comunque gli sforzi per affrontare un’emergenza umanitaria già presente, ben prima dell’11 settembre.
Da più di un anno stiamo lavorando per far riaprire tre scuole a Kabul, dove, grazie anche al coraggio e alla perseveranza di alcuni operatori, è stato possibile creare una rete di appoggio fra gli stessi Afghani e offrire concreta solidarietà e formazione per circa un migliaio di bambini e giovani.
L’Afghanistan è il paese più povero dell’Asia con circa 22 milioni di abitanti, una guerra che dura da 22 anni, le strutture sanitarie, educative, le principali infrastrutture distrutte, il 25% dei bambini muore prima dei 5 anni, diritti umani calpestati, siccità ricorrenti e persistenti da 3 anni, un numero ingente di mine inesplose. Oltre ai milioni di profughi già usciti dal Paese, sarebbero oggi più di 7 milioni le persone in fuga per il terrore di bombardamenti.
In Pakistan la Caritas è attiva nelle 6 diocesi, Lahore, Rawalpindi, Faisalabad, Multan, Hyderabad, Karachi, con interventi socio-sanitari agricoli, di microcredito, sanità, animazione e formazione. Già dal 1971 è impegnata anche nell’assistenza ai profughi e ad oltre 12.000 famiglie colpite dalla siccità.
Sostenuta da tutta la rete Caritas, si è ora attivata per aiutare 180.000 profughi, con distribuzione di viveri e di generi umanitari. In previsione del rigido inverno sta predisponendo campi attrezzati con tende, stufe, servizi igienico-sanitari e per l’approvvigionamento dell’acqua. Gli operatori Caritas cercano inoltre di fornire sostegno psicologico, soprattutto per le fasce di popolazione più vulnerabili.
La rete internazionale della Caritas sta intanto organizzando una missione in Iran per predisporre anche lì, con la Chiesa locale, l’accoglienza dei profughi.
L'intervento concreto di fraterna solidarietà
La Caritas Italiana sta intanto intensificando gli interventi in favore dei profughi e di tutte le vittime di questo conflitto e, come Caritas Italiana, siamo particolarmente impegnati nell’organizzazione di una missione in Iran per predisporre anche lì, d’intesa con il Governo e con la Chiesa locale, il sostegno ai profughi.
In Pakistan, dove è presente una delegazione internazionale della Caritas, gli aiuti si sono concentrati sui campi di Shamshatoo (60.000/70.000 persone), Akora Khatak (25.000 persone) e Jalozai (60.000 persone). Qui oltre a cibo, acqua e assistenza sanitaria, la Caritas ha fornito 1700 alloggi temporanei con latrine e servizi igienici per le famiglie più vulnerabili (vedove con bambini, disabili, anziani).
Si stanno ora allestendo nuovi campi di accoglienza e la Caritas è pronta a fornire generi di prima necessità (set da cucina, contenitori di plastica e di alluminio, 10.000 tende, ecc.) a 55.000 famiglie, oltre 330.000 persone. In sei nuovi campi a Nord Ovest del Pakistan, capaci di ospitare 60.000 persone, la Caritas intende farsi carico anche delle necessarie infrastrutture igieniche e per l’approvvigionamento di acqua.
Accanto a questi primi aiuti materiali – che prevedono un impegno complessivo di circa 30 miliardi di lire e l’indispensabile contributo di tutti gli offerenti - le Caritas coinvolte Caritas forniscono sostegno psicologico, soprattutto alle fasce più deboli e continuano a lanciare messaggi di pace e tolleranza diffusi via radio in Baluchistan e nel Sud Ovest dell’Afghanistan.
Sono dei piccoli segni che, nonostante tutto, cercano di testimoniare il Vangelo della pace, riaffermando nel quotidiano il valore di ogni singola vita, l’accoglienza, il dialogo, la disponibilità a lavorare insieme per costruire sistemi sociali solidali, ossia contesti di vita in cui tutte le persone siano riconosciute e valorizzate in quanto tali.
Per aggiornamenti: www.caritasitaliana.it