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Emergenze: Bangladesh, India, Nepal, Cina

Emergenze climatiche in Bangladesh e Asia
Gli aiuti delle Caritas italiane

Dal centro al sud est, passando per il sud, il continente asiatico è vittima di gravi emergenze dovute a fenomeni climatici. Questi i Paesi maggiormente interessati: India, Bangladesh, Nepal e Cina.
Poche le notizie giunte in Italia, ma i numeri delle vittime di tali fenomeni sono impressionanti, e ne conosciamo solo una parte: 1700 morti a causa degli alluvioni, milioni di senza tetto; 115 morti, 16 dispersi e 1800 feriti a causa del tifone; 13.000 le famiglie colpite dagli smottamenti, 98 morti, 28 dispersi e 420 le abitazioni distrutte; 3 morti e 594 feriti per il terremoto.

La rete internazionale delle Caritas si è subito attivata per l’emergenza e, nel contempo, pensa alla ricostruzione.

Gli stati indiani dell’Assam, del Bihar e del Himachal Pradesh, a nord/nord est del paese, sono stati colpiti nel mese di luglio da forti alluvioni che ne hanno provocato il totale isolamento rispetto al resto del paese. Nel Bihar, le alluvioni hanno colpito 25 milioni di persone e danneggiato 325mila abitazioni. 12 milioni e 200mila le persone coinvolte invece nelle alluvioni nell’Assam, con 571mila abitazioni danneggiate.
Caritas India ha stanziato circa 254mila euro, una somma ingente per lo standard del Paese, ma sicuramente insufficiente a coprire le richieste. «Ad oggi- ci dice S. Nelson, responsabile del settore Ambiente ed Emergenza di Caritas India - il network Caritas ha aiutato circa 24.000 famiglie. L’aiuto comprende cibo, assistenza medica e teli impermeabili per ripari temporanei. Moltissime persone che, pur non avendo l’abitazione seriamente danneggiata, non possono ancora rientrare nelle proprie case perché allagate».

Intanto si stanno predisponendo programmi di riabilitazione che comprendono: ricostruzione e riparazione di case, rifornimento di sementi, riparazione di pozzi, allestimenti di campi medici.

Due terzi del Bangladesh sono stati sommersi dalle acque. La zona interessata è quella del Centro e del Nord Est, 43 distretti in un’area di circa 24.000 kmq. Centinaia i morti, milioni di senzatetto, circa 30 milioni di persone colpite. Quasi tre milioni di abitazioni danneggiate, 45.000 km di strade, oltre un milione di ettari di di piantagioni distrutti.
Caritas Bangladesh ha distribuito aiuti di emergenza a più di 40.000 famiglie. Ogni famiglia ha ricevuto 15 kg di riso, 3 kg di legumi, 1 litro di olio di soia e 1 kg di sale.

Intanto prosegue a ritmi crescenti l’attività dei 35 dispensari distribuiti in tutto il Paese e gestiti da varie congregazioni religiose, per cure e vaccinazioni gratuite ai più poveri. È previsto anche un programma di cash for work (piccole somme in cambio di lavoro) per creare opportunità di lavoro nelle zone colpite, come riparazioni di strade, riabilitazione di canali ostruiti, di piccoli ponti e la costruzione di altre 5.500 abitazioni per chi è rimasto senza casa. Un intervento articolato e impegnativo, per il quale occorrono 1.600.000 euro e l’aiuto della rete internazionale.
Sono stati colpiti anche 14 distretti del Nepal: le piogge torrenziali e i conseguenti smottamenti hanno causato circa 100 morti. Nel solo distretto di Sindhuli, 76 edifici scolastici sono stati fortemente danneggiati. Questa emergenza va ad aggiungersi a quella politica legata al movimento maoista e ai rifugiati bhutanesi.
Il programma di aiuti della giovane Caritas Nepal sta distribuendo cibo e beni di prima necessità a circa 7.500 famiglie per un valore di progetto di 110.000 euro. Contemporaneamente è allo studio la possibilità di implementare un programma di riabilitazione/ricostruzione.

Più di recente, proprio alla vigilia di Ferragosto, il tifone “Rananim” ha colpito la provincia dello Zhejiang nella Cina orientale, mentre poco prima un terremoto di magnitudo 5.6 della scala Richter aveva colpito lo Yunnan, in particolare la città di Zhatong. Nel mese di luglio forti alluvioni avevano colpito 15 province del Paese. Per gli aiuti Caritas in Cina la situazione è più complessa, non essendo presente una Caritas nazionale. Si lavora tramite le congregazioni e altre realtà di Chiesa presenti. Al momento siamo in attesa di progetti specifici per le emergenze climatiche.

Caritas Italiana, in collegamento con le Caritas locali - e tra queste Caritas Torino - e con la rete internazionale, sta supportando i progetti di aiuto d’urgenza ed è pronta per la fase di riabilitazione/ricostruzione. Nell’attività di Caritas Italiana in supporto alle Caritas locali non manca, da anni, l’attenzione alla prevenzione dei disastri che si concretizza in particolare tramite percorsi formativi per gli operatori Caritas e per i beneficiari.

Per sostenere gli interventi in corso, rispondendo all’appello dell’Arcivescovo di Torino, il Cardinale Severino Poletto, utilizzando sempre la causale “ALLUVIONE BANGLADESH 2004” si possono inviare offerte a Caritas Torino tramite:

  • c/c postale n. 12132106 intestato Caritas Diocesana Torino


  • c/c bancario 60451/47 presso Banca Intesa - via Viotti 4 Torino; ABI 3069, CAB 1100, intestato a Arcidiocesi di Torino - Caritas


  • recandosi di persona presso l’Ufficio Caritas Diocesana in via Monte di Pietà 5 a Torino, dalle 9.00 alle 12.000 dei giorni lavorativi

  • [ Per conoscere meglio la situazione: Caritas Italiana oltre l’emergenza ]


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