Sono già circa 5 mila i morti accertati in Bangladesh a causa del ciclone Sidr che si è abbattuto sul Golfo del Bengala nei giorni scorsi. Un numero che, tenendo conto dei dispersi, dei feriti e delle condizioni di estremo disagio ed isolamento in cui si trova la popolazione potrebbe anche raddoppiare in brevissimo tempo. Ad accogliere l'invito del Papa «a porre in atto ogni possibile sforzo per soccorrere questi fratelli così duramente provati», espresso al termine dell'Angelus di domenica 18, il cardinale Severino Poletto che attraverso la Caritas diocesana fa appello alla comunità torinese.
«Ancora una volta - spiega il direttore della Caritas diocesana Pierluigi Dovis - cerchiamo di sostenere una popolazione che già in passato è stata gravemente colpita. Non raccogliamo cibo o alimenti, ma denaro che attraverso la rete Caritas possa essere utilizzato in loco per le necessità più urgenti. Passata la fase di prima emergenza cercheremo inoltre con le altre Caritas di Piemonte e Valle d'Aosta di contribuire ed elaborare progetti di ricostruzione che aiutino più a lungo termine la popolazione, come è avvenuto dopo le alluvioni degli anni scorsi».
In Bangladesh sono 15 i distretti più colpiti dal ciclone e la Caritas locale si è attivata sin dal primo momento con il sostegno della rete internazionale che ha già messo a disposizione un milione di euro - di cui 200 mila da parte di Caritas Italiana - per i primi interventi, ed è già iniziata la distribuzione di aiuti alimentari a 400 famiglie a Kalapara, nella regione del Barisal. «Gli operatori Caritas - spiega Akhila D' Rozario, responsabile di Caritas Bangladesh per la gestione delle emergenze e per i progetti di sviluppo - hanno passato la notte con le persone che hanno trovato riparo nei rifugi anticiclone per dare loro anche un sostegno psicologico». Circa 2 mila rifugi sono stati costruiti dal 1991, grazie anche al sostegno di Caritas italiana, e senza queste strutture il bilancio delle vittime avrebbe potuto assumere proporzioni ancor più catastrofiche.
«Purtroppo - prosegue D'Rozario - in alcune zone sono stati distrutti quasi il 90% degli alberi, compresi quelli di mango e altri alberi da frutto che davano sostentamento alla popolazione». Per aderire alla raccolta indetta dall'Arcivescovo le comunità parrocchiali sono invitate a destinare alla popolazione del paese asiatico le offerte di una delle celebrazioni delle prossime domeniche.
I contributi delle parrocchie o dei singoli possono essere versati:
-
presso l'Ufficio Caritas di via Val della Torre 3, aperto tutte le mattine dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12;
-
su conto corrente postale n° 12132106 intestato a Caritas diocesana Torino;
-
o sul nuovo conto corrente bancario n° 000000016320 intestato ad Arcidiocesi Torino - Caritas, presso l'Agenzia 14 della banca Monte dei Paschi (IBAN IT07Q - ABI 01030 - CAB 01017). Nei versamenti occorre indicare come causale "Emergenza Bangladesh 2007".
Ulteriori informazioni si troveranno nei prossimi giorni
sul sito www.diocesi.torino.it/caritas
o su www.caritasitaliana.it.
Tel. 011 51 56 350
