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Emergenze: maremoto nel sud-est asiatico

UN DONO PER RIACCENDERE LA SPERANZA NEL SUD EST ASIATICO
Un primo bilancio della situazione

«La situazione è gravissima. C’è bisogno della solidarietà di tutta la comunità internazionale. Anche perché una tragedia di così vaste proporzioni non si era mai verificata. Neanche in zone come queste, non nuove a devastanti cicloni e terremoti». Così la rete internazionale delle Caritas all’indomani del maremoto che ha coinvolto un’area di 6.000 chilometri e sei meridiani, originato da un terremoto di magnitudo 9 della scala Richter.
Il network ha già compiuto un’analisi di tutti i paesi colpiti dal maremoto. Quelli che versano in condizioni più gravi sono Indonesia, Sri Lanka e India.

In India le diocesi della costa sud-orientale hanno aperto scuole e chiese per accogliere gli sfollati. Oltre ai 5.000 morti stimati, sono moltissime le persone disperse. Sono stati organizzati dei centri per la distribuzione di viveri. Caritas India ha inviato alcuni operatori a Chennay, un centro della costa, per monitorare la situazione.

In Indonesia le vie di comunicazione sono interrotte. Un delegato di Caritas India vi si recherà il 28 e il 29 dicembre per valutare la situazione. Nell’isola di Sumatra, a nord del paese, le difficoltà sono ancora maggiori poiché si tratta di una zona presidiata dal Governo a causa della presenza di indipendentisti. È dunque difficile muoversi liberamente.

Anche nello Sri Lanka le comunicazioni sono rese più difficili dalle conseguenze della guerriglia nella parte nord dell’isola. Soprattutto in questo paese si teme lo scoppio di epidemie: le Caritas si stanno organizzando con medicinali e prodotti per la disinfestazione dell’acqua.

Per Sri Lanka e India, la Caritas Internationalis attiverà due team composti da esperti per rispondere alla prima emergenza, che saranno operativi entro 48 ore.
I primi contributi inviati dalla rete internazionale Caritas ammontano a 1.700.000 dollari. Tra questi i 100.000 euro messi a disposizione da Caritas Italiana.
E proprio alla Caritas Italiana, la Conferenza Episcopale Italiana, che ha già stanziato tre milioni di euro, ha affidato la raccolta nazionale, alla quale si unisce quella specifica indetta dall’Arcivescovo di Torino attraverso la sua Caritas Diocesana.

La rete nazionale Caritas è presente da tempo nei paesi maggiormente colpiti. In Thailandia con diversi microprogetti di sviluppo. In Sri Lanka, paese attraversato da uno dei tanti conflitti dimenticati, è attiva con un Programma Nazionale per la Pace. Le caratteristiche principali del programma sono: animazione nelle scuole di ogni grado, produzione di materiale informativo nei media, attività di soluzione pacifica dei conflitti, contatti con esponenti delle varie fazioni. Nel Nepal c’è forte impegno sia in progetti di lotta alla povertà che di advocacy. In India sono moltissimi i progetti di sostegno, non ultimi quelli per la recente alluvione nel sud del paese.

[ Maremoto nel sud-est asiatico: l'appello della Caritas ]


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